Angolo-lettura: i miei primi 5 consigli per voi. Che libro leggere?

Eccomi qui! In questi giorni mi è venuto in mente di condividere con voi alcuni dei libri che più adoro, e finalmente trovo un po’ di tempo per farlo. Credo che non ci sia cosa più bella di scambiarsi idee e consigli, soprattutto quando portano ad una crescita interiore e a toccare nuove emozioni. Probabilmente alcuni dei libri che elencherò li avrete già letti, o forse no, come sicuramente alcuni dei testi sul vostro scaffale mancano nella mia stanza. Del resto, sono stati scritti così tanti libri al mondo, si è raccontato di così tante storie e personalità uniche che bisognerebbe avere il doppio delle vite dei gatti per leggerli tutti!

Leggere un libro non è uscire dal mondo, ma entrare nel mondo attraverso un altro ingresso.

(Fabrizio Caramagna)

Lights
Foto di Miriam Calderano

Ho pensato di scrivere un articolo dedicato ai suggerimenti per la lettura almeno una volta ogni due settimane, forse anche di più se riesco. Questo perché, a dirla tutta, si tratta di testi le cui parole sono impresse nel mio cuore e che, a prescindere, mi hanno regalato qualcosa. Quel qualcosa che spero daranno anche a voi, perché come ha detto Umberto Eco chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito, perché la lettura è una immortalità all’indietro.

Pronti? Iniziamo! I primi 5 libri che vi consiglio di leggere, nel caso non l’abbiate ancora fatto, sono i seguenti:

  1. I dolori del giovane Werther di Johann Wolfgang Goethe
  2. Lettere a Mìlena di Franz Kafka
  3. Norwegian Wood di Murakami Haruki
  4. Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar
  5. Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov
I dolori del giovane Werther è il primo della lista, perché si tratta del mio libro preferito. Ma non lo è perché non esistono storie migliori, più belle o appassionanti. Non lo è perché è il miglior testo mai scritto, seppur sia impeccabile. Mentre lo leggevo per la prima volta, circa sei anni fa, il modo in cui mi ha fatta sentire è stato speciale. Sorridevo, soffrivo e piangevo con Werther. Avevo negli occhi i suoi sogni e le sue emozioni, il dolore della perdita e l’emozione di un nuovo amore. Si tratta del mio libro preferito per come mi ha fatta sentire. Perché a distanza di anni ogni tanto ci penso ancora, risfoglio quelle pagine alla ricerca di quei pensieri che mi hanno scossa. Del resto, si sa no? Nei libri non leggiamo soltanto le parole scritte da qualcun altro, ma leggiamo noi stessi. Ci ritroviamo lì il nostro stesso cuore. Di seguito alcune informazioni sul libro e citazioni scelte personalmente da me. Autore: Goethe (1749 – 1832) Commento di Paola Capriolo:
Quando descrive la propria infelicità, quando con un gioco estenuante di anafore ci fa sprofondare in essa come in un cupo gorgo oppure ce ne svela fulmineamente l’atrocità con una frase scabra, Werther tace il fatto che la sua passione è appunto un desiderio di morte. L’anelito preromantico verso l’infinito svela qui il suo volto distruttivo: dinanzi a se stesso i valori dell’esistenza impallidiscono assumendo la consistenza spettrale dei “sogni”, mostrando la patetica vanità delle “figure variopinte” con cui il recluso decora i muri della sua prigione.
Alcune citazioni:
  1. “Che la vita dell’uomo sia solo un sogno è già parso a molti, e anche con me si accompagna spesso questo sentimento.”
  2. “Poi torno a guardare in me stesso, e trovo un mondo! (…) Allora tutto mi ondeggia davanti alla mente, e sorridendo, sognando, continuo a vivere nel mondo.”
  3. “Sono felice e soddisfatto, e dunque un pessimo narratore.”
  4. “Possiedo tanto, e il sentimento per lei inghiotte tutto; possiedo tanto, e senza di lei tutto mi diventa nulla.”
  5. “Poi leggo un poeta dell’antichità più remota, e mi sembra di guardare nel mio stesso cuore.”
 
Gli altri libri elencati, invece, non seguono un ordine di preferenza: ciascuno è speciale a modo proprio e non saprei preferirlo ad un altro. Lettere a Mìlena, Franz Kafka (1883 – 1924): Kafka, sul balcone della pensione Ottoburg di Merano, scrisse – a partire dall’aprile del 1920 – le prime lettere a Milena Jesenskà Pollak. Ella era una giovane traduttrice ceca che aveva conosciuto a Praga. Prima di Milena ci furono anche altre donne nella vita di Kafka, ma nessun’altra riuscì ad equipararla. Alcune citazioni:
  1. “(…) e qui sto davvero davanti a te come un bambino che abbia commesso una pessima azione, e ora si trovi davanti alla mamma, e piange e piange e fa un voto: non lo farò mai più.”
  2. “Sono stanco, non so nulla e non vorrei che posare il viso nel tuo grembo , sentire la tua mano sul mio capo e rimanere così per tutte le eternità.”
  3. “Perché sei così turbata? È successo qualcosa? E tu non me lo dici? No, non è possibile.”
  4. “Tengo volentieri la tua mano nella mia, guardo volentieri nei tuoi occhi.”
  5. “Non era né triste né faticoso. Quale tristezza o fatica aspettare davanti al caffè nel quale sei tu!”

Norwegian wood, Murakami Haruki (Kyoto, 12 gennaio 1949): The Guardian:
La costruzione della scrittura di Murakami è così impalpabile e squisita che ogni cosa egli scelga di descrivre vibra di potenzialità simbolica: una camicia stesa ad asciugare, dei ritagli di carta, un fermaglio a forma di farfalla.
Il manifesto:
Tutto è ammantato di nostalgia, saggezza, bellezza e Murakami parla una lingua intima universale, sincera e tribale.
Alcune citazioni:
  1. “In quel buio provai molte volte ad allungare la mano. Le mie dita però non incontravano niente. Quella piccola luce era sempre un po’ più avanti delle mie dita.”
  2. “Sono uno di quelli che per capire le cose ha assolutamente bisogno di scriverle.”
  3. “La mia mente andò a tutte le cose che avevo perduto nel corso della vita. Il tempo passato, le persone morte o mai più riviste, le emozioni che non possono rivivere.”
  4. “(…) ma come per altre cose era più un’impressione che un ricordo preciso.”
  5. “Non esiste nessuno a cui piaccia la solitudine. È solo che odio le delusioni.”

Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar (1903 – 1987): Questo è un testo che consiglio agli appassionati di storia romana e non, è intenso e molto significativo. Non potete perdervelo!
Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo, dice di sé Adriano, questo personaggio così raffinatamente calato nella sua epoca, eppure così vicino al tormento di ogni uomo, di ogni tempo, nell’accanita ricerca di un accordo tra felicità e logica, tra intelligenza e fato.
Alcune citazioni:
  1. “Il nostro errore più grande è quello di cercare di destare in ciascuno proprio quelle qualità che non possiede, trascurando di coltivare quelle che ha.”
  2. “Amavo la malinconia di quei luoghi, che apparivano detestanti ai miei aiutanti di campo, quel cielo imbronciato, quei fiumi fangosi che si scavano il letto in una terra informe, senza una luce, senza un dio che ne abbia modellato il limo.”
  3. “In verità, quel volto mutava, come se ogni notte e ogni giorno io lo avessi scolpito.”

Il Maestro e Margherita, Michail Bulgakov (1891 – 1940):
Un libro in cui un realismo quasi crudele si fonde col più alto dei tempi possibili: la Passione.
Alcune citazioni:
  1. “Del resto, lei affermava in seguito che non era così, che ci amavamo da molto tempo pur senza esserci mai visti.”
  2. “Il vostro errore fondamentale sta nel sottovalutare l’importanza degli occhi umani. Capite, la lingua può nascondere la verità, ma gli occhi mai!”
  3. “Chi ti ha detto che non c’è al mondo un amore vero, fedele, eterno? Gli taglino la lingua malefica, a quel bugiardo!”

Bene, per questa settimana, ho finito. Spero davvero che questo articolo vi abbia convinto a leggere almeno uno di questi libri, se ancora non l’avete fatto.

Vi mando un grande abbraccio,

Miriam

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