Anche la dolcezza può essere devastante.

Pensate per un attimo alla dolcezza, di che colore diventa la vostra mente? Che profumo la invade? E qual è l’immagine che scavalca ogni pensiero? Non vi svelerò le mie, non ho voglia di inquinarvi l’immaginazione. Pensate per un attimo alla dolcezza, silenziosa e riservata, agisce limpidamente insinuandosi nelle pareti più solide, nei comportamenti severi e convenzionali che ci imponiamo. Come un acido dal sapore irresistibile, liquefa costrizioni e dolori, squagliando la cera delle maschere che capita di indossare. Non so se ve ne siete accorti, ma la dolcezza è devastante. E lo è in una forma che atterrisce. Così elegante, sinuosa, ammaliante da sconvolgere ogni cellula del corpo. E non è vero che dolcezza è sinonimo di fragilità, debolezza. La dolcezza è destabilizzante nella sua eterea essenza, può mordere il cuore. Trovatevi a tu per tu con questa inclinazione dell’anima e capirete. Guardate negli occhi la dolcezza e abbandonate ogni tentativo di reagire: lasciate che v’invada, che percorra il vostro corpo dalla punta dei piedi all’ultimo capello. Non so se ve ne siete accorti, ma la dolcezza è disarmante. La incontri e per sbaglio non la noti, forse perché innocua, semplice come una goccia d’acqua trasportata da un’onda qualsiasi: poi la sfiori e ti stravolge, ti colora. Una sola è l’immagine che riesco ad avere quando penso alla forza che si nasconde dietro a questo sentimento. Una sola è l’immagine che non inquinerà la vostra e che, per questo, condividerò con voi. Ci sono io, di fronte a me la dolcezza (da intendere come quell’atteggiamento nobile che interviene nelle più banali situazioni e con le sue più pure manifestazioni: parole, gesti, sguardi, sorrisi) e restiamo in silenzio fino a quando non decido di aprire le braccia, fino a quando, impotente, non posso reagire. È con questa tale forza che la sua immagine si impone alla mia mente. La dolcezza è quell’attimo di verità al quale non ci si può sottrarre; è la sede della verità stessa. È il silenzio che ti abbandona, la sincerità che ti inonda: non puoi dire no, non sai dire no! Allora la accetti, desideri essere te stesso con tutte le forze, perché di fronte a tanta onestà speri soltanto di saper ricambiare. Sa essere delicata, questo è vero: celestiale e pura, ma non lasciatevi ingannare, ne sa più di tutti noi. È meraviglioso averci a che fare, riuscire a sfiorarla, sentirla propria. Vorrei un mondo più gentile, un mondo governato da questo modo di fare. Vorrei un mondo invaso dal suo colore. Desidererei più sorrisi, sensazioni di gratitudine e giochi tra anime. Vorrei un mondo all’altezza della dolcezza, questo pane delicato che sazia la mia vita. Vorrei ci fosse un’invasione, vorrei che tutti – anche solo per un attimo – potessero morire e rinascere nella bellezza di questo modo d’essere. Dico grazie a tutti coloro che possiedono la capacità di accogliere in sé l’essenza e la sostanza di questa predisposizione d’animo. Dico grazie a tutti coloro che praticano atti di delicata gentilezza anche solo per veder sorridere occhi estranei, e poi gioirne di riflesso. Non so se ve ne siete accorti, ma la dolcezza è veramente devastante.

Vi abbraccio,

Miriam

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