Una giornata a Capri: cosa visitare?


When the moon hits your eye like a big pizza pie 
THAT’S AMORE!


Cantava Dean Martin e noi, perché no, ci accodiamo!

Ciao, ragazzi! Come state? Vi avevo promesso di dedicare un articolo alla meravigliosa (lasciatemelo dire) giornata trascorsa domenica a Capri. So di essere fortunata ad avere le isole e l’intera costiera a due passi da me, ma oggi voglio concentrarmi sull’itinerario che ho scelto per un giorno a Capri.

Iniziamo subito con qualche informazione di carattere generale:

  • Una volta approdati al porto di Marina Grande, per raggiungere il centro avete due opzioni: (1) percorrere una scalinata di circa 15 minuti oppure (2) acquistare un biglietto per il trasporto in funicolare al prezzo di €2.
  • Se invece desiderate raggiungere Anacapri, recatevi nella zona di Marina Grande: troverete uno stazionamento di bus (partono ogni 20 minuti circa). Arriverete ad Anacapri in 35/40 minuti: consiglio di non acquistare il biglietto a bordo perché ho assistito ad una scena in cui, ad una coppia sprovvista di biglietto, è stato aumentato il prezzo. Acquistateli direttamente all’apposita biglietteria, che trovate poco prima dello stazionamento (costo: €2). Ah, se avete intenzione di far salire, insieme a voi, anche le valigie considerate che ciascuna di queste deve “pagare” un biglietto (è come se occupasse un posto) pari a €2,50.


COSA VISITARE?


  1. Usciti dalla funicolare, prima di perdersi nei vicoletti caratteristici e profumati dell’Isola, consiglio di soffermarsi qualche istante a godere del panorama. A pochi metri di distanza, vi ritroverete nella Piazzetta (Piazza Umberto I), dalla quale è possibile raggiungere Via delle Camerelle: la via dello shopping insano e sfrenato! 😀
  2. Proseguendo da Via delle Camerelle è possibile raggiungere il belvedere di Targara, dal quale è possibile ammirare dall’alto i Faraglioni (non fatevi scappare questo spettacolo naturale!) ma anche i Giardini di Augusto.



STEFANO BOMBARDIERI, MARTA E L’ELEFANTE:

Quest’opera molto suggestiva si trova esattamente all’uscita della funicolare.

È stata realizzata da Stefano Bombardieri e porta il titolo di “Marta e l’Elefante.”

«L’opera ci invita a riscoprire il bambino che si nasconde in ognuno di noi. La forza che possiamo ritrovare nella purezza e nella semplicità, che solo un bambino può suggerirci, può permetterci di realizzare cose apparentemente impossibili come sollevare un pesantissimo elefante.

L’opera parla prioritariamente dell’uomo, ma al contempo ci invita al rispetto della natura e degli animali, la cui sopravvivenza è strettamente legata alla nostra.»
     

I GIARDINI DI AUGUSTO:


«I giardini di Augusto, inizialmente noti con il nome di giardini di Krupp, sono un parco cittadino di Capri. Furono iniziati da Friedrich Alfred Krupp, l’industriale tedesco dell’acciaio che agli inizi del XX secolo acquistò alcune proprietà sull’isola, con l’intenzione – che poi non si realizzò – di costruirvi una villa. Noti come giardini di Krupp fino al 1918, dopo la prima guerra mondiale furono rinominati giardini d’Augusto dall’amministrazione comunale, in onore del primo imperatore romano.

Costituiscono un vero giardino botanico che ospita vari esemplari della flora dell’isola, con piante ornamentali e non. Alle bellezze botaniche, si associa un panorama molto ampio sulle principali bellezze paesaggistiche di Capri. Da essi, infatti, si può ottenere una panoramica a 180 gradi dell’isola di Capri, con scorci su monte Solaro, sulla baia di Marina Piccola, su via Krupp e sui celebri faraglioni.

Nei giardini è inoltre presente un monumento in onore di Lenin, vissuto a Capri nel 1908 in qualità di ospite dello scrittore russo Maksim Gor’kij. Il monumento si compone di diversi blocchi di marmo sovrapposti, che raggiungono un’altezza di 5 metri; sul maggiore di essi è scolpito il volto di Lenin. Il monumento è stato realizzato nel 1968 dallo scultore Giacomo Manzù, cui l’opera fu commissionata dall’ambasciata sovietica a Roma dopo essere stata approvata dal consiglio comunale.» [Fonte]

Ingresso: €1 | Se volete acquistare anche l’ingresso alla Certosa di San Giacomo, presso lo stesso botteghino, è possibile reperire il biglietto completo al prezzo di €5.
 

CERTOSA DI SAN GIACOMO:


«La certosa di San Giacomo è il monastero più antico di Capri.

Edificato nel 1371 per volere del conte Giacomo Arcucci su un terreno donato dalla Regina Giovanna I D’Angiò, la certosa ospita il museo dedicato al pittore tedesco Karl Diefenbach.

La struttura della Certosa fu edificata nel terzo quarto del Trecento grazie agli auspici del conte Giacomo Arcucci. L’impianto iniziale, poi soggetto nei secoli a profondi cambiamenti, presentava la classica partizione funzionale alla vita cenobitica: un’area destinata alla clausura e l’altra ai servizi, nel caratteristico stile tardo romanico che accomuna gli edifici isolani del periodo.

Sin dalla fondazione godé di ampi privilegi concessi dalla regina Giovanna che i monaci certosini riuscirono a mantenere nei secoli successivi, nonostante le alterne vicende che segnarono la vita del reame napoletano nei secoli XIV-XVI. Seppero far risorgere il monastero anche dalle incursioni piratesche, che flagellarono l’isola e la costiera amalfitana nella prima metà del Cinquecento, ricostruendo e ampliando il monastero con l’aggiunta del chiostro cinquecentesco.

Con Gioacchino Murat, nel 1808, i beni della certosa furono confiscati, e di essa venne fatta una caserma (1815), poi un ospizio e, dal 1868 al 1898, un soggiorno punitivo per militari e anarchici. Nella prima metà del Novecento la certosa attraversò brevi momenti di attività (nel 1936, ad esempio, i canonici lateranensi vi avevano istituito un ginnasio) per declinare durante la seconda guerra mondiale verso un deplorevole disfacimento con il conseguente allontanamento dei canonici.

Dal 1975 è sede del museo dedicato al pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach, morto sull’isola nel 1913. Bisognerà attendere i primi anni Duemila per veder iniziare le opere di restauro all’intera struttura a cura della Soprintendenza napoletana.

Fra le opere rimaste vi è un affresco del XIV secolo, opera del pittore fiorentino Nicolò di Tommaso.» [Fonte]

Ingresso: €4

VILLA JOVIS/VILLA DI TIBERIO:

Ragazzi, ho quasi perso un polmone (scherzo, ma non tanto) ma alla fine ce l’ho fatta. Da appassionata del mondo classico, la Villa di Tiberio proprio non potevo perdermela! Dalla Piazzetta di Capri sono esattamente 50 minuti di percorso in salita, ma ne vale la pena: durante la passeggiata godrete di viste mozzafiato e poi, se vi affascinano l’archeologia e il mondo antico in generale, siete capitati nel posto giusto. Perché?

Perché «Villa Jovis è nota per essere stata sia la dimora dell’imperatore romano Tiberio Giulio Cesare Augusto sia il palazzo del governo di Roma negli anni tra il 26 e il 37 d.C. Scoperta dagli archeologi Norbert Hadrawa e Amedeo Maiuri, villa Jovis ha suscitato un grande interesse tra gli studiosi di tutto il mondo soprattutto per il suo ruolo svolto durante la permanenza degli antichi romani sull’isola di Capri.

Da questa e dalle sue altre ville sull’isola di Capri, Tiberio Giulio Cesare Augusto governò l’Impero per oltre undici anni.

Villa Jovis è situata in posizione del tutto strategica, sul monte Tiberio, promontorio orientale dell’isola, a 334 metri sul livello del mare. Dalla sua posizione sublime si possono osservare l’isola d’Ischia, Procida, il golfo di Napoli, la penisola sorrentina quindi il golfo di Salerno fino alle terre del Cilento.» [Fonte]
 

VILLA SAN MICHELE di AXEL MUNTHE, ANACAPRI:


A malincuore, non ho avuto modo di trascorrere abbastanza tempo ad Anacapri per visitarla tutta, ma merita moltissimo e presto ci ritornerò. Però una cosa l’ho vista: Villa San Michele e vi dico questo: è bellissima!

«Villa San Michele è un’abitazione sita nel comune di Anacapri, nell’isola di Capri. La villa prende il nome da una piccola cappella che sorgeva in epoca medioevale alla fine della Scala Fenicia nel territorio appunto di Anacapri. Nel 1895 il medico svedese Axel Munthe si innamorò delle rovine di un’antica cappella del X secolo dedicata a San Michele, costituite da una volta sfondata ed alcuni muri diroccati, e volle acquistarla a tutti i costi. Mentre eseguiva i lavori di restauro rinvenne nel vigneto adiacente il rudere la presenza dei resti di un’antica villa romana; da questi attinse per adornare la nuova villa con numerosi reperti archeologici che tuttora si possono osservare nella costruzione originale di Munthe. 

Il restauro durò molti anni non solo per le difficoltà di costruire senza vie di comunicazione e di approvvigionamento, che non fossero pedonali, con la vicina Capri ed il mare, ma anche per le numerose vicissitudini della vita di Munthe, che più volte dovette partire lasciando incompiuta la sua fatica. La storia della sua vita è raccontata dallo stesso Munthe in una autobiografia, che ha voluto intitolare La storia di San Michele, e con la quale ripercorre anche le varie fasi del restauro. Pubblicato nel 1929, La Storia di San Michele si è rivelato uno dei libri più letti di tutto il Novecento.

Il medico svedese tuttavia non abitò per molto tempo Villa San Michele, poiché una malattia agli occhi lo costrinse a ritirarsi nella meno luminosa Torre Materita, che pure fece restaurare. La villa quindi venne affittata alla marchesa Luisa Casati Stampa che vi condusse per molti anni una vita stravagante e a volte eccessiva. Alla sua morte, avvenuta a Stoccolma nel 1949, Munthe lasciò la villa in eredità allo stato svedese. E attualmente i suoi giardini fanno parte dell’associazione Grandi Giardini Italiani. Oggi essa è di proprietà di una fondazione svedese che l’ha trasformata in museo dove tra l’altro si svolgono, nel periodo estivo, suggestivi concerti di musica classica da camera. È inoltre, insieme alla Grotta Azzurra, il luogo più visitato di Capri.

Il complesso risulta articolato su più livelli: lo studio è al primo piano mentre la loggia attraversa pergole e colonne per giungere ad un belvedere circolare che affaccia sul Golfo di Napoli. Nella Villa sono conservati reperti archeologici recuperati da Munthe a Capri, Anacapri e altrove, a volte donati da amici, come frammenti di sarcofagi, busti, pavimenti romani, marmi e colonne. Nel giardino c’è una tomba greca e una sfinge in granito domina dal belvedere tutta l’isola di Capri.» [Fonte]


Per quanto riguarda le escursioni in barca e la Grotta Azzurra, purtroppo non mi è stato possibile dal momento che, probabilmente a causa della marea, hanno vietato l’ingresso alla grotta e abbiamo rimandato l’escursione alla prossima volta. Una buona scusa per ritornarci presto, insomma!

Ad ogni modo, questi sono i prezzi e gli orari:
  • Giro dell’isola completo con sosta alla Grotta Azzurra vista esternamente: €18 | Se invece desiderate entrare e visitarla bisogna aggiungere un costo di €14 a persona, che include l’ingresso e la barca a remi.  Durata della visita: 1h45′ | Orari: 9.30 – 10.00 – 10.30 – 11.15 – 11:45 – 12.15 – 13.00
  • Giro dell’isola completo senza sosta alla Grotta Azzurra€18 | Durata della visita: 1h | Orari: 9.00 – 9.30 – 10.15 – 10.45 – 12.00 – 13.55 – 14.25 – 14.55 – 15.30 – 16.00 – 16.30
  • Marina Grande (Porto), Grotta Azzurra e ritorno: €15 (non prevede l’ingresso alla Grotta Azzurra, in quel caso + €14). Durata della visita: 1h | Orari: dalle 9.00 alle 15.00



Ragazzi, Capri è meravigliosa e vi auguro di poterla visitare al più presto!  Spero che questo articolo vi sia stato utile o che lo sarà comunque a tempo debito.
 
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Un abbraccio grande,


Miriam


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