Carme V: Dammi mille baci, poi altri cento, poi altri mille, poi per la seconda volta cento, poi altri mille ancora, poi cento.

Gaio Valerio Catullo

(84 a.C. – 54 a.C.)

Viviamo, mia Lesbia, e amiamo, e i rimproveri dei vecchi severi non stimiamoli tutti neanche un soldo. Il sole può tramontare e ritornare: quando cade per sempre la breve luce della vita, noi dobbiamo dormire una sola interminabile notte. Dammi mille baci, poi altri cento, poi altri mille, poi per la seconda volta cento, poi altri mille ancora, poi cento. Dopo, quando ne avremo dati migliaia, confonderemo il conto, per non sapere, o perché nessun maligno possa invidiarci, sapendo che esiste un dono così grande di baci.

Vivamus, mea Lesbia, atque amemus, rumoresque senum severiorum omnes unius aestimemus assis. Soles occidere et redire possunt: nobis cum semel occidit brevis lux, nox est perpetua una dormienda. Da mi basia mille, deinde centum, dein mille altera, dein secunda centum, deinde usque altera mille, deinde centum, Dein, cum milia multa fecerimus, conturbabimus illa, ne sciamus, aut ne quis malus invidere possit, cum tantum sciat esse basiorum.


Se cliccate qui, potrete leggere anche l’articolo che ho dedicato al Carme LXXXV: Odi et amo. Buona lettura!

Vi abbraccio,

Miriam

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