Van Gogh: i capolavori ritrovati in mostra a Napoli dal 7 al 26 febbraio

Ieri finalmente sono stata al Museo Nazionale di Capodimonte (Napoli) per i due dipinti ritrovati di Van Gogh, esposti dal 7 al 26 Febbraio al secondo piano del museo. Innanzitutto, perché “ritrovati“? Perché il 7 dicembre del 2002 due uomini si sono introdotti nel Van Gogh Museum di Amsterdam rubando Paesaggio marino a Scheveningen (1882) e Una congregazione che esce dalla Chiesa Riformata di Nuenen (1884/1885). I capolavori, dopo quattordici anni di oscurità, sono stati finalmente ritrovati nel settembre del 2016 a Castellammare di Stabia dopo essere finiti nelle mani della camorra.

Ma di che opere si tratta?

La prima fotografia che vi allego è quella che ho scattato al Paesaggio marino a Scheveningen, opera risalente all’agosto 1882. Il dipinto olio su carta su tela fa riferimento al periodo trascorso dall’artista a L’Aia, e rappresenta uno dei suoi primi lavori ad olio, nonostante si riconosca già la sua tipica pennellata. Come risulta da una lettera scritta al fratello Theo, Van Gogh si era recato sulla spiaggia di Scheveningen: un pittoresco villaggio dipinto da molti artisti olandesi nel corso dei secoli, per ritrarre “una piccola tempesta furiosa”. Questo dipinto fu quindi realizzato durante la stessa tempesta e il suo studio fu abbastanza frettoloso: non dobbiamo infatti dimenticare la difficoltà dell’esecuzione. Per dipingere il mare spumeggiante applicò il colore spremendolo direttamente dal tubetto sulla tela, dove vennero inglobati diversi granelli di sabbia portati dal vento. Van Gogh è riuscito magistralmente a catturare il cielo plumbeo e soprattutto l’incresparsi delle onde, che egli definì come “l’effetto di solchi del terreno arato”.
L’altro dipinto intitolato Una congregazione che esce dalla Chiesa Riformata di Nuenen risale ad un periodo compreso tra il gennaio-febbraio 1884 e l’autunno 1885. Olio su tela, si tratta di un’opera legata alle vicende intime e personali del pittore olandese. Van Gogh la realizzò per la madre all’inizio del 1884 e vede rappresentata la comunità parrocchiale della chiesa protestante di Nuenen, presso la quale il padre del pittore era pastore. Le indagini a raggi X hanno evidenziato due diverse elaborazioni della pittura secondo cui, probabilmente nel 1885 dopo la morte del padre, avrebbe aggiunto la siepe, le foglie brune sugli alberi spogli, i fedeli sullo sfondo e quelli in primo piano in sostituzione di una figura solitaria. La tela di questo dipinto è ancora fissata sul suo telaio originale, che presenta tracce di vernice probabilmente perché su di esso Van Gogh ripulì i propri pennelli.
Spero che entro la fine di questa settimana anche voi riusciate a vedere personalmente i due capolavori in mostra. Al di là della bella opportunità che ci è stata data, e colgo l’occasione per ringraziare chi lo ha reso possibile, volevo consigliare a tutti voi di andare a dare un’occhiata a questo incredibile museo, perché si tratta di un luogo che pullula di storia, arte, vita. Deve essere assolutamente visitato!

Un abbraccio,

Miriam

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