“Senza altre strane deviazioni, che se anche il fiume le potesse avere andrebbe sempre al mare. Così vorrei amare.”

Oggi non c’è altra canzone che preferisco a questa commovente poesia di Giorgio Gaber. “Quando sarò capace di amare” (1995/1996). Le parole che compongono questo testo si insinuano silenziose nell’anima di chi le ascolta, non abbandonandolo più. Come una coperta calda, il colore delle stelle e i riflessi del mare non si aspettano altro che un porto sicuro in cui restare. E allora proprio oggi, donne, desidero dedicarvi questa canzone. Ma vorrei dedicarla anche ai vostri uomini, a quelli che verranno, affinché possano sperimentare la bellezza di un tale sentimento, sincero e immutabile. Il mio personale e profondo augurio è quello di poter incrociare in una qualche via, su una panchina al parco, al mare, dovunque sia l’amore vero. Auguro a voi di poter conoscere un’anima che sappia amarvi di quell’amore che si racconta in questa poesia.

Potrò guardare dentro al suo cuore e avvicinarmi al suo mistero non come quando io ragiono ma come quando respiro.

Desidero per voi la certezza nelle insicurezze, la forza nelle fragilità, la speranza nella disperazione. Qualcosa di travolgente, imponente e sicuro. Un po’ come la primavera. A patto che abbia il sapore dei migliori sentimenti, delle più sincere intenzioni. Che, sebbene la libertà sia per molti punto di riferimento e bisogno primario, si possa imparare ad amare mettendo da parte il timore di perderla.

Quando sarò capace di amare  vorrò una donna che ci sia davvero  che non affolli la mia esistenza  ma non mi stia lontana neanche col pensiero.

(…) Quando sarò capace di amare  mi piacerebbe un amore che non avesse  alcun appuntamento col dovere

Non riesco a trovare altre parole a cui appellarmi, se non queste.

Non mi riesce nessun altro augurio, se non questo.

E allora leggetele bene, queste parole, ché a leggerle è un attimo, a dimenticarle un po’ di più.

(…)

Vorrò una donna che se io accarezzo  una poltrona un libro o una rosa  lei avrebbe voglia di essere solo  quella cosa.

(…)

Quando sarò capace di amare  farò l’amore come mi viene  senza la smania di dimostrare  senza chiedere mai se siamo stati bene.

E nel silenzio delle notti con gli occhi stanchi e l’animo gioioso percepire che anche il sonno è vita e non riposo.

Quando sarò capace di amare  mi piacerebbe un amore che non avesse  alcun appuntamento col dovere

Un amore senza sensi di colpa  senza alcun rimorso  egoista e naturale  come un fiume che fa il suo corso

Senza cattive o buone azioni senza altre strane deviazioni che se anche il fiume le potesse avere  andrebbe sempre al mare.

Così vorrei amare.


Auguri di cuore,

Miriam

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