“Amo ferocemente, disperatamente la vita. Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile” (Pier Paolo Pasolini)

Pier Paolo Pasolini il 5 marzo 1922 scriveva queste parole. “Amo ferocemente, disperatamente la vita. E credo che questa ferocia, questa disperazione mi porteranno alla fine. Amo il sole, l’erba, la gioventù. L’amore per la vita è divenuto per me un vizio più micidiale della cocaina. Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile“. Credo proprio che io e il caro Pier Paolo, se ci fossimo conosciuti, avremmo avuto di che parlare. Le sue parole, queste parole, si insinuano dentro me trovando il consenso da parte di ciò che mi è sempre stato chiaro. Trovano risposta nell’immutabile e inamovibile desiderio di vivere che non mi si scrolla mai di dosso. Si rappacificano con i pensieri ingarbugliati, un po’ disordinati, che quasi mai mi lasciano sola e che inneggiano senza sosta all’amore per la vita. Posso solo essere grata per questa inarrestabile sensazione nata, evidentemente, dalla fortuna di aver conosciuto momenti di serenità e pace assoluta. Amo il sole, l’erba, la gioventù.” C’è sempre un po’ di nostalgia nella felicità, che cosa curiosa. Ma se proprio vogliamo trovare un colpevole, io additerei l’eccessiva consapevolezza. “Signori, essere troppo consapevoli è un’autentica malattia” ha detto qualcuno. “Amo il sole, l’erba, la gioventù.” La malinconia a volte spaventa. Come un velo impercettibile sembra porsi davanti ai nostri occhi senza muoversi d’un passo. In questo modo riesci a guardare avanti, puoi persino sorridere, gioire, ma ecco… la troppa felicità, come la luce del mondo, illumina ogni cosa. Anche quel velo, anche la malinconia. Ma a me piace! Mi ricorda di dover vivere, sempre.

Vi mando un abbraccio,

augurandomi che lo sentiate davvero.

Miriam

 

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