“È lei che ha fatto questo orrore?” “No. È opera vostra.” Picasso, Guernica (1937)

Guernica, olio su tela, 349*777 cm, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid
È impressionante quanto siano attuali alcuni capolavori dell’arte. E per arte intendo un concetto che abbracci la poesia, la letteratura, la musica, il pensiero filosofico. Il tempo corre ed insieme a lui ci siamo noi. Noi che avanziamo, noi che ci trasformiamo e trasformiamo (e forse neppure tanto). Basti guardare al passato, rivolgersi indietro per individuare nei comportamenti dei nostri avi evidenti analogie. Sarà che dalla storia abbiamo imparato poco e niente? Sarà che siamo rimasti fermi a quelle pagine di libro? Ma torniamo al motivo per cui sto scrivendo questo articolo. Guernica. Guernica è un’opera del celeberrimo Pablo Picasso (1881-1973), realizzata nel 1937. Ma chi è Guernica? Guernica è il nome di una cittadina spagnola e si lega al dito una triste storia: quella di essere stata il primo luogo ad aver subìto un bombardamento aereo. L’attacco avvenne nella sera del 26 aprile 1937 ad opera dell’aviazione militare tedesca. Il motivo di quest’orribile vicenda? Un semplice esperimento. La morte con il suo manto scuro e silenzioso si abbatté sui cittadini, caricando sulla sua ala soprattutto donne e bambini. (Maggiori dettagli sul dipinto potete leggerli qui).

C’è qualcosa di straziante in tutto questo e nella verosimiglianza con tutto ciò che continua a succedere. E no, non significa ricordarlo soltanto quando qualcosa di grave accade. Significa ricordarlo sempre. Significa non dover fingere che non accada perché si tratta di “qualcosa all’ordine del giorno“. Significa avere il dovere, in quanto esseri umani, di non tacere.

E in risposta ad una guardia tedesca in visita al suo studio, il pittore prontamente:

«Ha fatto lei questo orrore?» «No, è opera vostra.»

Vi mando un abbraccio,

Miriam

 

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