“Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini!”

Avete presente quei rituali personali che ciascuno di noi tiene per sé? Non neghiamolo! Ci sono abitudini che adoriamo ricreare in determinate situazioni. Una delle mie sapete qual è? Ascoltare la stessa canzone, almeno una volta, durante ogni viaggio, soprattutto in aereo. Anzi, in aereo. La canzone di cui parlo è Iron Sky di Paolo Nutini. Ascoltandola (perché l’ascolterete, vero?) noterete che nel bel mezzo della canzone è stato inserito un estratto di discorso, che voglio condividere con voi: si tratta del monologo di Charlie Chaplin (1889-1977) pronunciato nel film Il Grande Dittatore (1940). Vi riporto di seguito il testo originale e la traduzione italiana.

To those who can hear me, I say, do not despair. The misery that is now upon us is but the passing of greed, the bitterness of men who fear the way of human progress. The hate of men will pass, and dictators die, and the power they took from the people will return to the people. And so long as men die, liberty will never perish. Don’t give yourselves to these unnatural men – machine men with machine minds and machine hearts! You are not machines, you are not cattle, you are men! You, the people, have the power to make this life free and beautiful, to make this life a wonderful adventure Let us use that power! Let us all unite!

A coloro che mi ascoltano, io dico: non disperate. L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero. L’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano, l’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo. E finché gli uomini muoiono, la libertà non può essere soppressa. Non arrendetevi di fronte ad uomini innaturali Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini! Voi, persone, avete il potere di rendere questa vita libera e bella, di rendere questa vita un’avventura meravigliosa. Permetteteci di usare quel potere, uniamoci tutti.

Come un mantra ascolto questa canzone assaporando le nuvole del cielo, perdendomi in pensieri e desideri che mi fissano negli occhi. Barlumi di speranza e il sapore della sfida per tutto ciò che non ho ancora scoperto mi colorano la mente. “È proprio qui che volevo essere” oso pensare. Sospesa. “Per tutto il resto c’è tempo. Per tutto il resto c’è tempo” mi dico.

Vi abbraccio,

Miriam

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