“Che sublime infantilismo è mai l’amore!” A. Dumas, La signora delle camelie (1848)

Herbert J. Draper, Pot Pourri, 1897, Collezione privata
Devo proprio consigliarvi un libro, come l’aria di cui ho bisogno le sue parole mi sono entrate nei polmoni, nei più profondi recessi dell’anima e, sapeste quanto ne sono certa, non l’abbandoneranno mai. La signora delle camelie di Alexandre Dumas (1824-1895, figlio dell’omonimo A. Dumas, nonché autore dei Tre moschettieri) è il libro di cui voglio parlarvi. Devo parlarvene! Si teneva in piedi, come tutti i giorni, poggiato ad altre meravigliose storie ancora da leggere. Nella mia biblioteca personale così c’era lui, comprato in un giorno di felicità, di quelli in cui speri in qualcosa di meglio. Così l’altro ieri, in una comune sera, verso l’ora del tramonto, mi sono alzata e, scorrendo velocemente con gli occhi i titoli dei libri da leggere, mi sono ritrovata con lui tra le mani. Ho vissuto due giorni in balia di un tempo lontano da quello in cui vivo, ma inverosimilmente vicino alla mia anima. Tra città e campagna, cortigiane e giovanotti, lusso e vanità ho finito per imbattermi in un amore per forza struggente, per bellezza devastante. Parigi, metà ‘800. La ventenne Marguerite è la bellissima cortigiana che farà innamorare il giovane Armand e che, con ogni forza, amerà a sua volta fino allo sfinimento.
“(…) Per venticinque giorni al mese le camelie erano bianche, e per cinque erano rosse; non si è mai conosciuta la ragione di tale varietà di colore che io segnalo senza poterla spiegare e che gli abituali frequentatori dei teatri dove essa si recava più di frequente e i suoi amici avevano notato come me.”
Non voglio rivelarvi i dettagli e le minuzie di questa storia, addentrandomi in una riflessione dalla quale non ne uscirei più. Vorrei però, in qualche modo, convincervi a leggere questo libro. Acquistatelo se cercate l’amore in ogni momento ogni giorno, se vi sentite legati ad un passato il cui ricordo sembra fare luce sul vostro presente, se siete affascinati dalle storie e le immagini del tempo andato, dagli amori struggenti, deliranti e profondamente indissolubili. Acquistatelo se desiderate essere divorati dall’arte della scrittura, dal diletto che genera la lettura e dall’ammirazione per ciò che è accaduto realmente.
“Tornai a Parigi dove scrissi questa storia esattamente come mi era stata raccontata. Essa ha un solo merito che le sarà forse contestato, quello di essere vera. (…) Era mio dovere. La storia di Marguerite è un’eccezione, lo ripeto, perché se fosse stato il contrario non sarebbe valsa la pena di scriverla.”
Alexandre Dumas s’innamorò, durante uno spettacolo teatrale al teatro dei Variétés, della bella Marie Duplessis, il cui nome di battesimo è in realtà Alphonsine Plessis. “Era alta e sottile, scura di capelli, il viso rosa e bianco. Aveva la faccia minuta, occhi allungati di smalto, come una giapponese, ma vividi e fieri, le labbra d’un rosso ciliegia, i più bei denti del mondo”. Alexandre si abbandonò ad un folle amore per questa creatura, la quale ispirò le sue parole e il romanzo che ne seguì, calco di una storia d’amore storicamente avvenuta. Lo stesso Giuseppe Verdi ne fu talmente affascinato da dar vita alla celeberrima Traviata, con Violetta Valery come protagonista. Ebbene, ho divorato questo libro consentendogli di fare lo stesso con me. I libri, quelli veri, ci cambiano e questo cambiamento possiamo avvertirlo dentro. Una lucina si accende e si spegne insieme ad alcune delle parole che ci trascineremo dietro per sempre. Avrei voluto non finisse mai, avrei voluto che quella storia si protraesse in questo presente. Avrei voluto non dover sottostare ai flussi del tempo, talvolta fin troppo spietato e veloce. Corre, corre e corre ancora. Dove desidera andare ancora non lo abbiamo compreso. Giunge la disarmonia: sembra di sfiorare con le dita certe storie, di conoscerne i protagonisti senza realmente averli incontrati. E così la magia della lettura si traduce in un viaggio inarrestabile che, una volta intrapreso, è difficile interrompere. Ci sono libri che, una volta incontrati, puoi amare quanto si amano le persone, perché a diventare indispensabile è l’anima di chi li ha scritti. Ci sono libri che, seppur segnati da parole lievi e delicate, sanno gravare sul cuore più d’ogni altra cosa. E così non ti resta che amarli come avresti amato chi li ha prima pensati, poi resi vivi, ma che non hai incontrato mai. Mi sono annientata per poi riprendere pelle e vita nelle pagine di un libro che, spero con ogni forza, leggerete. Aver rintracciato una tale potenza seguita da tanta bellezza e averla conosciuta mi porta, contro ogni opposizione, a voler proporre anche a voi la stessa strada. Leggetelo!
“Non so se lo abbiate notato, ma basta che il nome di una persona che pareva dovervi restare sconosciuto o, al limite, indifferente sia pronunciato una sola volta davanti a voi perché, intorno a quel nome, si condensino a poco a poco diversi dettagli e sentiate così i vostri amici parlarvi di qualcosa in cui non vi avevano mai coinvolto prima. Scoprirete così come fosse mancato poco che quella persona vi toccasse, vi accorgerete che è passata più di una volta nella vostra vita senza che la notaste; troverete negli episodi che vi racconteranno vere e proprie coincidenze e affinità con certi avvenimenti della vostra stessa esistenza.”
E desidero salutarvi così…
“Sentite, Marguerite, lasciate che vi dica una cosa che probabilmente vi è stata detta spesso e alla quale l’abitudine di sentirla vi impedirà forse di prestare fede, ma che non è meno vera e non vi ripeterò mai più. (…) È che da quando vi ho incontrata, non so come né perché, siete entrata nella mia vita; è che anche se l’ho cacciata dalla mente, la vostra immagine vi torna sempre; è che oggi, quando vi ho rivista, avete assunto sul mio cuore e sul mio spirito un ascendente ancora più grande; è che infine, adesso che mi avete ricevuto, che io vi conosco, che capisco tutto quello che vi è di strano in voi, voi mi siete diventata indispensabile e che diventerei pazzo, non solo se non mi amaste, ma anche se voi non vi lasciaste amare.”
Non voltiamo mai le spalle alla lettura, è l’unica soluzione che abbiamo per moltiplicare la nostra vita!

Vi abbraccio,

Miriam

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