Che farei io senza l’assurdo? (Frida Kahlo)

I miei pensieri singhiozzanti e rumorosi oggi prendono spunto da questa citazione di Frida, per iniziare a raccontarsi. Che farei io senza l’assurdo, senza quell’aria colorata che mi trasporta sempre dove non sono? Che farei io senza le nuvole chiare, su cui danzare, e quelle scure da sbiadire? Che farei io senza il sapore di un viaggio e il desiderio della meta? Che farei io senza valigie e libri da piantare, per veder crescere qualcosa che ho già dentro? E che farei io senza assistere ai baci che le onde del mare sono solite dare al tramonto? Che ne sarebbe di me senza la luna, le parole, le stelle, i sospiri, i fiori, le confessioni, il vento, le aspirazioni? Che ne sarebbe di me senza gli abbracci, le scuse, gli addii, le ricomposizioni, le contraddizioni? Che ne sarebbe di me senza le scie, le speranze e le illusioni, i compromessi e le promesse? Che farei io senza un dipinto, due occhi nuovi, una scultura, le mani, i musei, il cuore, l’arte? Che ne sarebbe stato di me se non avessi varcato la soglia della sensibilità, dell’oltre al di là dell’apparenza, della brama dei pensieri? Che ne sarebbe di me senza questo incalzante desiderio di scoprire, capire, conoscere, ascoltare? Che ne sarebbe di me se non avessi la forza di cucire queste parole e inoltrarle al vento? Che ne sarebbe di me se non amassi la vita in questo modo? Che ne sarebbe di me se lasciassi andare ogni anima dorata che mi trapassa lo spirito? E che ne sarebbe di me se permettessi che questo avvenga, se arrivassi a sentirmi come se stessi perdendo continuamente cose e persone? Che farei io senza tutti i pensieri e le attenzioni? Che ne sarebbe di me se non mi accorgessi più delle anime belle? Ma più di tutto, che farei io senza sprofondare ogni giorno e sempre di più nell’abisso emozionale della sensibilità?

Un abbraccio,

Miriam

 

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