Chiedetemi qual è la parte del corpo che preferisco, vi risponderò l’anima.

Di base le persone mi piacciono, e mi piacciono perché trovo affascinante che in ognuna di esse ci sia qualcosa che non ho ancora pensato o, in qualche modo, vissuto. In generale trovo che sia interessante scoprire di più su ogni individuo, ma questa mia curiosità non si esaurisce qui, non muore nella semplicità di questo pensiero. Ci sono, infatti, alcune anime alle quali non riesco ad oppormi e per le quali la mia fame di conoscenza non si sazia, non ci riesce. Questo mi accade quando – l’ho realizzato con il tempo – nell’altro scorgo immagini sensibili corrispondenti alla mia, una sorta di riconoscimento irraggiungibile, evanescente. Non so spiegarvi com’è che accada e, soprattutto, cos’è che accada, ma avviene. Vagano anime su questa terra che non riesco ad evitare, che spesso vorrei ignorare ma che, contro ogni forza fisica e mentale, mi spingono ad avvicinarmi. Forse però sto lasciando alle parole il potere di confondermi, di confondervi e, per evitare che accada, userò descrizioni e riferimenti concreti, per farvi capire quali sono quelle persone che affascinano l’abisso che mi ritrovo dentro. L’anima che abita il mio corpo dev’essere nata da una qualche sorgente sentimentale, essere passata per qualche cuore ed essersi rifugiata in un pozzo emozionale: altrimenti non si spiega.
Le anime più belle, quelle per le quali sperimento quasi una devozione, sono quelle lontane dalla realtà e vicine ai sogni. Come chi incrocia il tuo sguardo per la prima volta e ti sorride, quasi fosse un appuntamento quotidiano senza il quale non sarebbe lo stesso. Quel tipo di persona che dapprima ti osserva, poi distoglie lo sguardo, per evitare che tu possa pensare chissà cosa; quel tipo di anima che di questa vita non ama solo la materia, ma vivrebbe volentieri sotto, dentro e sopra le stelle. Sono affascinata da chi sogna, e lo si vede dagl’occhi, perché non puoi non notarlo: è un po’ come te. Sono affascinata da chi ascolta gli altri, custodendone i segreti rivelati come fosse una piccola missione, da chi ti abbraccia perché in quel momento non riesce a dire altro, da chi ha paura di affezionarsi perché conosce le terribili piaghe della delusione, ma si immerge lo stesso. Sono affascinata, totalmente presa, da chi contempla in silenzio, da chi parla del bello che c’è, da chi sa piangere. Mi stringe il cuore chi sa emozionarsi davanti agli occhi di un bambino, chi si ricerca in quelli di un anziano. Sono indissolubilmente attratta e affascinata da chi è frastornato dalla scoperta di avere in sé un mondo sconfinato: pensieri, emozioni, sensazioni, speranze che non può tradire. Sono affascinata dalle anime che amano volare al di là della realtà, da chi vive nei sogni senza mai per questo disconnettersi dalla condizione terrena. Sono affascinata da chi si innervosisce perché non trova le parole, mentre dentro ne è quasi soffocato. Sono attratta dagli occhi profondi, dagli sguardi onesti e sinceri che solo le anime pure possono avere. Sono affascinata dalla profondità dell’anima umana, dall’inesauribile pozzo di emozioni e sensazioni che ciascuna di queste possiede. Ma, più di tutto, sono estasiata, se non ammaliata, dall’idea dello scambio di amore e devozione che ne deriverebbe. Ma, attenzione, non faccio riferimento all’amore strettamente fisico e sensuale. Parlo di quel sentimento puro che non conosce malizie, lo stesso che si può provare per un bambino, un vero amico, un anziano e che, come unico desiderio, ha la necessità di donare totalmente se stesso. Sono queste le anime per cui la mia non riesce a starsene buona, ad osservare. La sento gridare sorridendo: “va’ da loro”. Sono anime nobili e cristalline, distanti dalla più lieve superficialità, orbitano intorno al mondo dei sogni. Forse saranno gli occhi che mi fregano sempre, me lo dico ogni volta, non cambia mai niente. Ce ne sono alcuni, in verità, capaci di svelare la bellezza di un’anima in una manciata di secondi. Infatti è questo che sto provando a dirvi da quando ho iniziato: sta tutto lì, nei secondi.

Un abbraccio,

Miriam

 

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