Occorre che le persone lo sappiano quando stanno facendo bene. E allora diciamoglielo!

Pensavo. Pensavo che forse occorra che le persone lo sappiano quando stanno facendo bene, quando le forze con cui trascinano se stessi in ciò che amano sono tali da travolgere anche le vite degli altri. Con ogni probabilità, chi mette a disposizione tutto se stesso, con le proprie speranze, illusioni, il cuore e le ambizioni non è interessato ad essere visto, ma ad essere percepito.
Allora le persone, soprattutto questo tipo qui, dovrebbero saperlo quando la totale dedizione, che indirizzano a determinate pieghe della propria vita, non muore nei gesti e nelle azioni, ma giunge ad accarezzare anime predisposte.
C’è un motivo per cui ho iniziato a pensarlo ed è legato al ruolo che svolge il silenzio. Il silenzio: qualcosa che spesso funziona, un modo di esprimersi al quale io stessa ogni tanto mi aggrappo, ma che in questo caso dovrebbe essere bandito.
Se non ringraziassimo mai sinceramente, se non fossimo riconoscenti, se decidessimo di chiuderci costantemente nel nostro mondo, ad adulare e lodare qualità che intravediamo solo in noi stessi, inizieremmo seriamente a sbiadire. Quanto freddo c’è in tutto questo!
Ma, quando capita, proviamo anche a chiudere gli occhi, a cercare di percepire un’anima che non sia la nostra. Proviamo a rincorrerla fino a perdere le forze, fino a fermarla, farla voltare verso di noi e poi, infine, riconoscerci. Proviamo ad individuarne le qualità, quel dettaglio speciale che, a modo suo, ci saprà curare. Non c’è storia che tenga.
Quando posso lo faccio, a patto che sia sincero. Il tempo e alcuni incontri hanno aperto in me uno spazio luminoso, quello delle parole. Così penso davvero che occorra che le persone lo sappiano quando stanno facendo bene. Magari chi decide di lanciare per un po’ il cuore in aria, non desidera altro che qualcuno che accorra a prenderlo. Magari chi trasporta se stesso in ciò a cui tiene, non desidera altro che essere sicuro che la sua dedizione arrivi davvero.
Più ci penso, più mi convinco. Le persone dovrebbero proprio saperlo quando stanno facendo bene, magari non aspettano altro. E allora diciamoglielo!
Un abbraccio,
Miriam

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