Imparare a lasciar andare le persone speciali.


Ci sono dei parametri nelle nostre vite: linee comuni e dello stesso colore che ogni tanto fanno ritorno per ricordarci che, per quanto siano vaste e varie le possibilità della vita, c’è sempre una costante che ci caratterizza, una situazione che ritorna e si ripete.

Io le mie linee inizio ad intravederle, e ciò che credevo fosse un caso unico, singolo ed irripetibile, appare chiaramente collegato ad altri, un po’ come se qualcuno insistesse nell’inviarmi un messaggio, convinto del fatto che io non l’abbia già ricevuto e fatto mio.

E così una di queste linee ha, per me, lo stesso colore di chi d’improvviso attraversa la tua strada, riuscendo persino ad aprire qualche cassetto grigio e impolverato, che hai deciso di mettere al riparo chissà quando. Sono percorsi delicati e sottili, come il mondo di alcune persone, e come il modo in cui ben precise anime riescono ad insinuarsi nella tua, accarezzandola e alleggerendola da piccole fatiche.

Sono vie, incontri rari, eppure tutti marchiati da un fattore comune: il trasferimento in un luogo lontano da quello dell’incontro. Ebbene, è questa la scena alla quale ho assistito più volte, da un tempo lontano. Qualcuno se n’è sempre andato altrove, affidandomi la cura di una manciata di ricordi e affetto sincero, che avrei dovuto poi essere in grado di trasformare in energia, per guardare avanti e con gli occhi il più possibile rivolti al cielo.

Si tratta di situazioni singolari, del tutto particolari, in cui la separazione (nel mio caso) non avviene mai a causa di conflitti o contrasti, ma perché l’una o l’altra andranno a vivere altrove, per scelte precedentemente prese o necessarie.

Ci penso. Ci penso bene e comprendo che forse è da questo che nasce il mio attuale distacco, spesso velato e appena visibile, anche un po’ naturale mi verrebbe da dire, nei confronti di chi ispira in me grande stima e ammirazione. (Come se poi ci riuscissi davvero!)

Gli incontri più importanti, quelli davvero speciali, li ho visti crollare come birilli assaliti da una palla, allontanarsi come foglie trasportate dal vento.

E così, dal marchio indelebile inciso sulle pieghe della mia vita, so – e quasi mi aspetto – che prima o poi, in un momento qualsiasi, queste persone andranno via, salutandomi con il solito sorriso dolce e innocente di chi ha accolto dentro sé quell’incontro.


Un abbraccio a voi,

Miriam

 

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2 commenti

  1. Ho spesso una sensazione simile. Non necessariamente nei confronti di persone che sono andate via, ma in generale nei confronti di persone che sono ancora nella mia vita, ma che sento irraggiungibili, come se ci separasse tutto il resto delle cose accadute prima che ci incontrassimo, come un divario incolmabile. E resto lì a chiedermi “perché non ti ho incontrato prima”.

    1. Credo tu abbia centrato il punto. Credo che le nostre ragioni si incontrino e si incrocino al punto giusto. Ci poniamo e continuiamo a porci le stesse domande a cui, purtroppo, anche io non riesco a dare una risposta, se non che – se si crede che qualcosa sia già scritto – doveva andare così.

      Ti mando un abbraccio grande!

      Miriam

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